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Danza con gli allievi del Cad
Venerdì 11 novembre 2005 allo spazio Le Rotative di via Benedettine si terrà uno spettacolo di danza e drammaturgia intitolato I tam tam di Madre Terra con le coreografie e la regia di Elena Repetti.
Interpretato dalle allieve dei corsi avanzati di danza classica e moderna del Cad (Centro Accademico per la danza) lo spettacolo è ad ingresso libero ed è inserito nel programma "Itinerart", un cammino nel mondo delle cure palliative a cura dell'associazione Paulo Parra per la ricerca sulla terminalità ed è patrocinato dal Comune di Piacenza.
a prima parte della serata sarà dedicata a Ghiaccio su coreografie di Cinzia Romiti per poi spaziare sulla nuova creazione di Elena Repetti I tam tam di Madre Terra. Le musiche dello spettacolo sono di Aubry, World Tribe, Portman e Sakamoto. I solisti della coreografia della Retetti sono Annalisa Faimali (Pachamama), Francesca Volta (Swami), Elisa Repetti (La figlioletta).
Catastrofi, terremoti, uragani: tutto questo ci sconvolge ma siamo troppo presi dai nostri frenetici ritmi di vita per pensare a quanto male l'uomo ha fatto e continua a perpetuare ai danni della Terra. La Terra ci appartiene e noi apparteniamo a lei, il suo manto accoglie i nostri corpi e quelli dei nostri antenati. Dunque la terra come madre dalla quale proveniamo e alla quale andiamo, la terra che ci cresce con ciò che ci provvede.
Da queste riflessioni nascono I tam tam di madre Terra, un percorso drammaturgico che invita ad analizzare il legame embrionale che abbiamo con la Terra, che comunemente viene vista priva di significato, spogliata del suo valore materno e relegata nel ruolo riduttivo di suolo.
In questa longitudine di tempo, come in un excursus di immagini, si vede mutare il valore di Madre Terra considerata, in principio, come sublime perfezione di equilibri. Tutto è svolto per il progresso senza considerare i danni e le azioni contro la Terra, perché progresso fa rima con potere e potere con egocentrismo. Riconoscenza è una parola fuori moda, l'uomo crede di poter fare a meno della terra ma Pachamama si ribella e lancia dei segnali all'uomo, segnali che possono far pensare alla pazzia.
In realtà è disperazione. Come una madre disperata, in uno spasimo si frattura, si scuote, si agita. La furia delle sue forze si agita contro case e persone e colpisce anche i più deboli. Su una spiaggia una bambina raccoglie conchiglie con la sua mamma, sussulta la terra e ferita partorisce un fluotto mostruoso che corre, travolge e trascina e tutto sommerge. Giungono da lontano immagini e grida disperate mentre l'acqua continua la sua folle corsa, sorda agli appelli. I corpi straziati uguali e inermi di fronte alla morte, una morte crudele e preannunciata che addolora Pachemama.
I figli degli uomini sono come suoi figli, le orme sono state cancellate ma l'amarezza e il dolore sono vissute in simbiosi con una giovane madre, spogliata del suo valore più caro, la sua figlioletta. Le lacrime di Pachamama, le sue carezze, le sue braccia e il suo grembo accolgono il dolore di questa mamma e la cullano dolcemente nel suo addormentarsi.
09/11/2005 16.40.52
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